Cosa può imparare il settore creativo dai movimenti musicali amatoriali?

L’industria creativa e il settore culturale si trovano ad affrontare una sfida che ne determinerà il futuro. Trovare una risposta alla domanda «come coinvolgere efficacemente le giovani generazioni nei processi decisionali» potrebbe rivelarsi cruciale per la loro sopravvivenza. Un esempio lampante è rappresentato dal movimento musicale amatoriale. Prendendo come riferimento i cori e le orchestre, possiamo osservare processi che potrebbero presto interessare ogni ramo del settore creativo.

Per integrare con successo i giovani talenti nell’industria creativa, dobbiamo innanzitutto comprendere il contesto delle organizzazioni che da anni studiano questo processo. Le loro pubblicazioni non sono solo dati raccolti, ma modelli operativi pronti per essere implementati.

L’Associazione Corale Europea (ECA) è una rete di organizzazioni che riunisce migliaia di cori e milioni di cantanti provenienti da tutta Europa. È una delle istituzioni più importanti nel settore della musica corale. Da anni si impegna a favore della professionalizzazione del personale addetto alla gestione culturale.

Il documento chiave è il manuale «Il coinvolgimento dei giovani nelle organizzazioni culturali: sostenere le nuove generazioni di decisori». Si tratta di una guida redatta dal Comitato Giovani che funge da standard internazionale per l’integrazione dei giovani nelle strutture dirigenziali. Questo manuale è importante perché si allontana dalla teoria per orientarsi verso la pratica. Definisce ruoli specifici, come quello del «Junior Decision-Maker», e mostra come trasformare un volontario in un responsabile di progetto.

La seconda organizzazione, che vale la pena menzionare, è l’Associazione Silesiana dei Cori e delle Orchestre. Si tratta di un’organizzazione con profonde radici storiche, operante in una regione in cui il movimento musicale amatoriale costituisce il fondamento dell’identità. Da oltre un secolo, questa associazione costruisce capitale sociale attraverso la pratica musicale collettiva. Da diversi anni ormai, accanto al Consiglio Direttivo opera un Consiglio dei Giovani, un organo che esercita un’influenza concreta nella direzione dello sviluppo dell’intera organizzazione. L’Associazione Silesiana dei Cori e delle Orchestre ha pubblicato un rapporto intitolato «Diagnosi dei bisogni e dei punti di forza del movimento corale amatoriale in Slesia», redatto da Krzysztof Sosna, membro del Consiglio dei Giovani. Questa pubblicazione riveste un’importanza fondamentale, poiché mette in luce per la prima volta le risorse a disposizione del settore creativo locale, evidenziandone al contempo i punti deboli.

L’analisi delle pubblicazioni sopra citate rivela tre minacce principali. Senza un intervento come il progetto «Empowering Youth Talents», ciò potrebbe portare a un collasso strutturale del settore creativo nelle regioni dei partner:

  1. Gli attuali leader si avvicinano spesso all’età pensionabile e il sistema non è riuscito a creare un percorso naturale che consenta alle nuove generazioni di subentrare nei loro ruoli. Senza un tutoraggio sistematico e il trasferimento dei poteri decisionali ai giovani, decenni di esperienza e contatti potrebbero andare persi per sempre.

  2. Sia il rapporto dell’Associazione Silesiana dei Cori e delle Orchestre sia le analisi dell’ECA sottolineano che le scuole non svolgono quasi alcun ruolo come incubatori per il settore creativo. I giovani spesso si avvicinano al settore creativo per caso piuttosto che attraverso un percorso strutturato. Di conseguenza, l’industria creativa oggi deve cercare autonomamente i talenti e insegnare loro le competenze gestionali partendo da zero.

  3. Il settore culturale e quello creativo si basano sulla collaborazione e sulle relazioni. L’intrattenimento digitale contemporaneo promuove invece un modello individualizzato. Se il settore creativo non inizia a comunicare nel linguaggio dei giovani, perderà la battaglia per conquistare il loro tempo.

Perché la scena musicale amatoriale è l’esempio perfetto? Perché lì si può osservare il legame tra tradizione e necessità di innovazione.

La scena musicale amatoriale dimostra che limitarsi a invitare i giovani a «partecipare» non è sufficiente. Le iniziative intraprese dalle due organizzazioni citate offrono soluzioni applicabili direttamente a qualsiasi azienda del settore creativo o a qualsiasi istituzione. È importante avere il coraggio di «passare gradualmente le redini» ai giovani. I giovani talenti non dovrebbero essere semplici assistenti, ma partner che gestiscono un’area specifica (ad esempio la presenza della band sui social media, la raccolta fondi o la produzione di eventi). Il passaggio di consegne non avviene dall’oggi al domani. Si tratta di un processo di trasferimento graduale delle responsabilità che rafforza la resilienza dell’organizzazione di fronte a improvvisi cambiamenti nel personale.

Nell’ambito del progetto «Empowering Youth Talents», vale la pena chiedersi perché una persona giovane e di talento dovrebbe dedicare il proprio tempo al settore creativo piuttosto che, ad esempio, all’industria dell’intrattenimento commerciale? La risposta risiede in un concetto sociologico che il rapporto dell’Associazione Silesiana dei Cori e delle Orchestre cita come fondamento della sostenibilità del movimento corale. Si tratta del concetto del «terzo luogo». Il termine è stato introdotto dal sociologo americano Ray Oldenburg. Secondo lui, le nostre vite si svolgono in tre sfere: il primo luogo è la casa, il secondo è il lavoro o la scuola, e il terzo luogo è uno spazio pubblico neutro dove le persone si riuniscono volontariamente per costruire relazioni, scambiare opinioni ed essere semplicemente se stesse.

In un’epoca caratterizzata da un crescente isolamento digitale e da una crisi della salute mentale tra le giovani generazioni, i settori creativi, che hanno il potenziale per diventare un “terzo luogo”, stanno acquisendo un vantaggio strategico.

Attualmente, la principale forza trainante del settore creativo è il capitale umano e relazionale. Questo «superpotere» costituisce il fondamento della resilienza di un’organizzazione, anche di fronte a vincoli finanziari. L’analisi dimostra che non sono le infrastrutture, bensì l’impegno e la volontà di trascorrere del tempo insieme a rafforzare la resilienza dei team. Questa atmosfera distintiva, quasi familiare, e i profondi legami interpersonali fanno sì che i giovani possano considerare il settore creativo come un luogo che offre loro un senso di sicurezza e di scopo, elemento fondamentale per la loro fedeltà a lungo termine.

Un altro superpotere è la capacità di generare idee nuove e innovazione. I giovani apportano al settore una prospettiva non contaminata dalla routine o dall’affidarsi a metodi che «hanno sempre funzionato». La loro presenza offre l’opportunità di un rilancio strategico dell’organizzazione, di un rinnovamento della sua immagine, della digitalizzazione della comunicazione e del raggiungimento di nuovi pubblici.

La passione, unita a una straordinaria capacità di iniziativa, è una forza motrice estremamente importante all’interno del settore. Il manuale dell’ECA definisce la passione come un prerequisito per l’innovazione, che consente ai giovani talenti di superare le avversità, quali la mancanza di tempo o le difficoltà finanziarie. Questo «superpotere» trova la sua espressione pratica nella capacità di auto-organizzarsi. Il rapporto dell’Associazione Silesiana dei Cori e delle Orchestre dimostra che i giovani leader sono in grado di gestire in modo autonomo processi complessi: dalla raccolta fondi, passando per la logistica, fino alla realizzazione di ambiziosi progetti artistici e sociali. È proprio questa capacità di assumersi la responsabilità di un’impresa collettiva a costituire la risorsa più preziosa, che vale la pena cercare di far emergere, coltivare e rafforzare, affinché i giovani appassionati possano diventare decisori professionisti nel settore creativo.

Le conoscenze accumulate, tratte dall’esperienza internazionale, non lasciano spazio a dubbi. Il settore creativo non ha bisogno di ulteriori dibattiti teorici sui giovani, ma piuttosto del coraggio di concedere loro un’influenza concreta sulla realtà. Coinvolgere i giovani nelle strutture decisionali non è solo una questione di immagine o un gesto di cortesia da parte di leader esperti. È una strategia concreta per la sopravvivenza e la crescita. Spostare l’approccio dal «creare cultura per i giovani» al «creare cultura con i giovani» mette al riparo l’organizzazione da una crisi di successione. E, cosa più importante, è ora di smettere di parlarne. È ora di iniziare a creare insieme.

Krzysztof Sosna – Centro comunale per la cultura e l’arte di Pyskowice

Bibliografia:
  1. Associazione Corale Europea (2021). Il coinvolgimento dei giovani nelle organizzazioni culturali: sostenere le nuove generazioni di decisori.

  2. Sosna, K. (2025). Diagnosi dei bisogni e dei punti di forza del movimento corale amatoriale in Slesia. Associazione Slesiana dei Cori e delle Orchestre.